Simboli e Misteri dell’Antica Tradizione Egizia

Le Tavole Smeraldine sono tra le più grandi utopie che animano una larga fetta di ricercatori di antichi misteri, la cui mente è eccessivamente ammaliata dal pericoloso richiamo all’esoterismo più radicale, inteso come esclusiva fonte di Conoscenza e unica via di congiunzione con le energie sottili.

Da secoli, esse sono al centro di una diatriba, tra scuole di pensiero, sulla reale e concreta esistenza della misteriosa opera che custodirebbe i segreti della Civiltà delle Piramidi. Purtroppo, al momento, possono essere solo annoverate tra le tante leggende che impreziosiscono la terra dei Faraoni, alimentando l’alone di mistero che circonda le popolazioni vissute nel remoto passato.

Almeno fino a prova contraria.

Il mito narra che le Tavole furono redatte dallo scriba degli dèi, il dio Thot e si compongono di 42 lastre di smeraldo sulle quali sarebbero incisi i principi scientifici che governano l’Universo. La tradizione vuole che – dopo la caduta degli dèi – furono accuratamente nascoste affinché nessun essere umano – se non lo stesso Thot, al suo ritorno in questa dimensione – avesse potuto trovarle. Secondo altre versioni, in un primo momento, sarebbero state custodite nella cosiddetta Sala dei Documenti[1] e poi, successivamente, nascoste nella tristemente famosa Biblioteca di Alessandria, fino a quando se ne sono perse le tracce, all’indomani del terribile incendio che la distrusse per sempre.

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E’ nato a Torino, nel 1967. Laureato presso l’Università Federico II di Napoli, si interessa di Civiltà Antiche e, in particolare, di Egittologia Predinastica. Nel 2005, ha presentato una Ricerca sulla Piana di Giza, culminata nella formulazione della sua «Teoria sulla Datazione Storica dello Zep Tepi», presentata all’International Conference on Ancient Studies, tenutasi presso la Zayed University di Dubai nel 2010. E’ autore di molte pubblicazioni di carattere scientifico su riviste specializzate, sia italiane che internazionali. Nel 2009, ha pubblicato il suo primo libro: «Giza: le Piramidi Satellite e il Codice Segreto». Nel 2013, ha collaborato con «Archaelogical Park: Bosnian Pyramid of the Sun Foundation» di Visoko, diretta da Semir Osmanagich. La ricerca ha avuto come obbiettivo lo studio della correlazione astronomica del sito. Nel 2015, ha presentato un nuovo lavoro di ricerca multidisciplinare che ha per oggetto lo studio dei simboli rinvenuti sul monolite K1, rivelatosi una Mappa Astronomica risalente a più di 100.000 anni fa. Il libro “Visoko: La Scienza Occulta delle Piramidi”, in collaborazione con Semir Osmanagich, è un’ulteriore tappa del suo percorso di formazione scientifica. Dal gennaio 2015 collabora, come Guest Author, con il magazine “Ancient Origins”. A marzo del 2015, ha pubblica il libro “Il Segreto degli Dèi” che ricostruisce il Progetto Originario di Giza. Nel 2016 e 2017, ha partecipato alla realizzazione del III e IV volume della Collana “Untravelling the Ancient Mysteries”, edito da Ancient Origins. Da poco tempo è entrato a far parte del RAG nel Collegio di Napoli, nella cui Provincia vive.