Validità della Trasmissione Iniziatica

La storia dei Riti di Memphis, di Misraim, di Memphis e Misraim (o posposti, con la “e” o col trattino e via dicendo), è costellata di filiazioni fasulle, autoproclamazioni di Gran Ierofania, più o meno “mondiale” od “universale”, assolutamente prive della regolarità “iniziatica”.

Per regolarità iniziatica NON intendiamo il possesso di “patenti” più o meno autentiche, ma purtroppo spesso “scambiate” come le figurine dei calciatori della giovanile memoria di alcuni di noi. Per regolarità “iniziatica” intendiamo che occorrono alcune condizioni fondamentali che assicurino la continuità di un “lignaggio” (termine impropriamente troppo spesso abusato e qui utilizzato solo per farci comprendere in certi ambiti) e cioè:

  • a) che colui che va ad assumere la carica di Gran Ierofante sia regolarmente ELETTO dai Grandi Conservatori 95° grado del suo Sovrano Santuario (è possibile ammettere anche la procedura di “designazione” in vita del successore del Gran Ierofante, ma al passaggio all’Oriente Eterno di questo, il “designato” dev’essere ratificato dal Sovrano Santuario, che, in alternativa, PUO’ comunque, eleggere un altro nuovo Gran Ierofante, essendo tale deliberazione di potere esclusivo del Sovrano Santuario);
  • b) che il Sovrano Santuario sia pre-esistente alla nomina del suo primo Gran Ierofante. Ovvero non può essere prima “nominato” un Gran Ierofante da parte di un altro Gran Ierofante e, poi, elevati al 95° grado coloro che andranno a costituire il “suo” Sovrano Santuario, poiché in tal modo si priverebbe lo stesso Sovrano Santuario del potere di ratifica;
  • c) che venga “eletto” Gran Ierofante un fratello già insignito del 95° grado, cui siano stati prima conferiti tutti i gradi precedenti, mediante la reale “trasmissione” degli stessi in tornate rituali e, dunque, NON mediante iniziazioni “sulla spada”;
  • d) che il Sovrano Santuario che elegge il Gran Ierofante (o ratifica colui che era stato designato dal precedente) abbia a propria disposizione tutti i rituali che vengono praticati nel Rito, ai cui gradi, precedenti al 95°, tutti i suoi membri siano stati ritualmente iniziati.

Tali condizioni, che potrebbero sembrare ovvie, in realtà non sono state quasi mai rispettate nella storia di questi sublimi Riti Egizi, il cui peggiore difetto intrinseco è di causare molto spesso l’ipertrofia dell’ego di coloro che si sono trovati, di volta in volta, a dirigerli.

Frequentemente possiamo leggere, nel passato, ma anche non troppo remoto, di “patenti”di 97° grado rilasciate “a vista” a fratelli che, a stento avevano il 33° grado, magari di altro Rito e, dunque, senza alcuna “trasmissione” in tornata rituale di tutti gradi intermedi, con particolare riferimento agli “Arcana Arcanorum”.

La storia racconta anche, senza ritegno, di “patenti” trasmesse per posta… e, perché no, anche di rituali “spediti”, dopo conferimenti “sulla spada”. Ma quale “trasmissione” può esserci stata, in questi casi, da Maestro Anziano a Maestro Giovane?Quante volte i testi storici dei nostri Riti raccontano di “nomine” di un Gran Ierofante da parte di un altro Gran Ierofante, anche se il fratello nominato aveva, magari il solo grado di Maestro!

La storia, anche contemporanea, è colma di “diplomi” su carta pergamena, più o meno colorati, pieni di timbri rossi, che “nominano” Grandi Maestri senza che vi sia stato neppure il loro passaggio in un Tempio… Ma CHI ha “trasmesso” COSA? Ed a CHI? Certo che “la parola è stata perduta”! Ma, ormai, sono state perdute anche la “parola sostitutiva” e tutte le “successive parole sostitutive”, inventate da tanti pseudo Grandi Maestri e Grandi Ierofanti!

A questo punto, verrebbe spontaneo non dare più alcun credito a nessuno dei Riti Egizi attualmente esistenti nel Mondo e forse sarebbe anche una cosa giusta! Tuttavia, chi, come noi, è affascinato dalla possibilità di riuscire a comprendere “quel qualcosa in più” nascosto tra le righe dei nostri antichi rituali degli alti gradi, ha l’obbligo morale nei confronti della perduta Vera Tradizione di cercare di riannodare le fila, per quanto possibile, per ritrovare quel tenue filo rosso che viene dalla notte dei tempi e che più volte è stato interrotto o, per lo meno, logorato dagli errori e dalla superbia dell’Uomo.

Per fare ciò, l’unica strada percorribile è quella di cercare di operare all’interno di una struttura iniziatica che possa almeno dimostrare di essere in tutte le quattro le condizioni di “regolarità” precedentemente descritte e di operarvi secondo coscienza, non per proprio tornaconto, ma solo per il recupero della vera Via Tradizionale.

Fr. Fil Jus
Pubblicato su Sophia Arcanorum – N°2 / 2012

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